CONCORSO DI PROGETTAZIONE PER LA RIQUALIFICAZIONE DEL WATERFRONT DI S.GIROLAMO - FESCA A BARI
Bari (I) - I° classificato 2009 - in progettazione
COMMITTENTE
Comune di Bari
PROGETTAZIONE:
STS S.p.A.(capogruppo), Paolo A. Grassi, Dario Morelli, Paolo Pastore, Roberto Tomasicchio, Studio Viola Ingegneri & Architetti Associati
IMPORTO A BASE D’ASTA:
€ 47.000.000


l quartiere S. Girolamo-Fesca, ambito del progetto di concorso,  è collocato a nord-ovest della città di Bari, conta circa 13.000 abitanti e sviluppa lungo la costa per oltre un chilometro, compreso fra due importanti lame che scendono dalle murge: Lamasinata e Lama Balice.
San Girolamo e Fesca, all’inizio dello scorso secolo rappresentavano una delle mete balneari preferite dai baresi in quanto caratterizzata da dune sabbiose. Lungo la costa furono realizzate piccole costruzioni utilizzate prevalentemente nel periodo estivo.
A partire dalla fine degli anni ’80 il Quartiere, a seguito dell’approvazione del relativo Piano Particolareggiato, ha conosciuto un imponente sviluppo edilizio con insediamenti soprattutto residenziali che, in assenza di un adeguato sistema infrastrutturale, soprattutto in termini di viabilità e servizi, hanno notevolmente aumentato i fenomeni di congestione, senza risolvere quelli legati alla marginalità.

Inoltre il Lungomare IX Maggio è sottoposto ad una elevata “pressione del traffico veicolare” che costituendo una sorta di “barriera dinamica” impedisce la fruizione del mare in condizioni di sicurezza.
Il tracciato delle sede stradali si articola prevalentemente con una viabilità secondaria organizzata su maglie grosso modo ortogonali sorrette dai due assi principali paralleli (Lungomare IX Maggio e Strada S. Girolamo) tessuti in direzione est-ovest ai quali è affidato il compito di connettere il Quartiere al suo interno e al sistema relazionale extraurbano.
La mancanza di una gerarchia funzionale e dimensionale del sistema viario determina fenomeni di congestione e pesanti condizionamenti sulla qualità del sistema urbano.
Il degrado del fronte-mare che affaccia sul mare è oggi percepibile in varie forme:

  • degrado paesaggistico: l’unico elemento percepibile unitariamente è la strada che separa, più che integrare, il costruito e la linea costiera. Il margine verso mare non è architettonicamente definito. La piattaforma calcarea che lungo la strada si protende irregolarmente nel mare è in più punti violentata da piattaforme in cemento. I pochi elementi definiti (le rotonde e parte del parapetto in pietra calcarea) non trovano una loro continuità, ma costituiscono episodi che ancor più accentuano la precarietà e incompletezza del rapporto della città con il mare.
  • degrado funzionale: gli spazi attrezzati per la balneazione sono limitati a due lidi attrezzati in maniera approssimativa con dotazioni essenziali, mentre il resto della costa è caratterizzata da una bassa scogliera, spesso ingombra di alghe e di rifiuti, utilizzata in estate per la balneazione in totale assenza di servizi e di attrezzature. Le destinazioni commerciali a piano terra degli edifici sono oggi inutilizzate poiché il lungomare viene vissuto solo come un attraversamento veloce a margine della zona urbana e non come un asse di servizio del quartiere: ciò contribuisce ad accentuare la marginalità del fronte-mare rispetto alla zona interna del quartiere.
  • discontinuità architettonica: la gran parte del fronte costruito a mare è stato oggetto di interventi residenziali recenti, con tipologie molto diversificate e prive di regole architettoniche comuni. In assenza di un disegno urbano complessivo, la quinta edilizia che prospetta sul mare si configura come un insieme di episodi discontinui e inadeguati alla definizione di un fronte-mare unitario e caratterizzante;
  • degrado ambientale: persistono ancora sul fronte mare del quartiere episodi di ruderi o vecchie costruzioni in stato di abbandono o di spazi inutilizzati, soprattutto ad ovest, a confine con la Lama Balice, connotati da un diffuso degrado ambientale.

Il Bando di Concorso ha individuato in parte gli aspetti problematici dell’area di intervento caratterizzata dalla mancanza di spazi pubblici e da fenomeni di degrado edilizio e ambientale ed ha indicato come obiettivi principali dell’intervento progettuale, il cui importo totale delle opere ammonta a circa 47 milioni di Euro, la riqualificazione funzionale e paesaggistica del water-front.


Gli obiettivi del progetto
Le città collocate sul mare possono contare su una risorsa competitiva per le operazioni di rigenerazione e riqualificazione urbana, sia per la promozione di una nuova immagine urbana che per le potenzialità economiche nell’accogliere attività turistiche, di servizio e tempo libero. In questa direzione sono orientate le finalità del concorso ed è in questa direzione che tali finalità sono state specificate e articolate in più obiettivi che hanno indirizzato la progettazione e che così si possono riassumere:

  • Costruire una nuova immagine del quartiere attraverso la riqualificazione e la rivitalizzazione del rapporto fra il tessuto urbano e il mare, realizzando nuovi spazi urbani a forte valore sociale e paesaggistico
  • Utilizzare l’acqua per esaltare la bellezza del paesaggio urbano in una combinazione equilibrata fra naturalità e insediamento umano ove il fronte mare è una risorsa ambientale da usare, rispettare e valorizzare
  • Incentivare attività economiche e sociali che concorreranno alla rigenerazione socio-economica del quartiere valorizzando aree demaniali dequalificate e sottoutilizzate (attività balneari, tempo libero, ristorazione, bacino nautico)
  • Riqualificare il fronte mare pedonalizzandolo e attribuendogli nuove funzioni urbane oggi non sufficientemente valorizzate ed attrezzate quali: attività di servizio, luoghi per il tempo libero, lo sport, la balneazione, l’incontro sociale. La dimensione di riferimento è quella del quartiere, ma la proposta tende a introdurre anche implicazioni a scala territoriale, localizzando sul mare una struttura capace di attrarre per la sua eccezionalità, anche interessi scientifici e turistici sempre legati al mare, ma ad una scala molto più ampia di quella locale.
  • Garantire la visibilità, sicurezza e accessibilità degli spazi pubblici, nonchè la sostenibilità degli interventi.
  • Proteggere il fronte mare dalla aggressione fisica dell’acqua, che progressivamente erode la costa, con opere di protezione paesaggisticamente, fisicamente e biologicamente compatibili con l’ambiente, utilizzando i materiali locali naturali (massi calcarei). Ripascimento della linea costiera con creazione di nuovi spazi per la balneazione ed il tempo libero.
  • Razionalizzare e rendere sostenibile il sistema della mobilità nel quartiere attraverso la proposta di una viabilità carrabile più efficiente con una prevalente pedonalizzazione e ciclabilità del fronte mare e, soprattutto, con la previsione di un nuovo trasporto urbano sull’acqua che colleghi Torre a Mare, il molo di S. Nicola, il terminal crociere, Palese e S. Spirito. Il collegamento via mare supporterebbe, oltre che la mobilità urbana anche consistenti flussi turistici, soprattutto se motivati da una nuova struttura sull’acqua di forte visibilità ed interesse
  • Introdurre una presenza architettonica e funzionale a scala urbana e territoriale (l’Acquario) che costituisca un forte segno architettonico proiettato verso il mare, integrato con le attività del bacino nautico, e sospeso sull’acqua, per creare un forte legame fra la città costruita e il mare, realizzando un elemento fortemente simbolico del rinnovamento del quartiere. Ipotizzare inoltre una possibile realizzazione di forte attrazione, destinata al tempo libero, quale un cinema 3D  I-MAX dotato anche di attrezzature per il tempo libero e servizi.
  • Garantire la sostenibilità degli interventi e l’autosufficienza energetica attraverso l’utilizzo di risorse rinnovabili (acqua e sole)
  • Integrare gli interventi pubblici e privati in una strategia finanziaria complessiva che concentri nell’area risorse pubbliche e private rendendo fattibile economicamente la realizzazione del water-front progettato, individuando un crono programma degli interventi modulato per stralci funzionali autonomi tali da consentire una realizzazione graduale nel tempo coerente con le risorse finanziarie disponibili.

L’acquario come vero e proprio polo di attrazione
L’emergenza funzionale e architettonica che promuove le relazioni fra il quartiere, la città ed il territorio deve essere una struttura certamente legata al mare ed alla sua fruizione; con un bacino di utenza molto vasto; con una frequentazione costante, e quindi capace di attrarre scolaresche durante i giorni feriali e gli orari di lavoro e turisti durante i giorni festivi e gli orari non lavorativi nonché il notevole flusso di croceristi; con un “appeal” tale da determinare una risonanza di livello almeno nazionale; che tuttavia sia squisitamente “barese” per radicarsi nella città e diventarne elemento costitutivo.
Dunque un grande, importante Acquario.
Ma l’Acquario non è solo vasche per i pesci: è museo, luogo di studio e di ricerca, di svago e di tempo libero; avrà biblioteche, uffici, sale riunioni, ristoranti, bar, ampi parcheggi; sarà raggiungibile dal trasporto pubblico sia da terra che da mare e lo si potrà raggiungere anche con la propria imbarcazione; dunque avrà degli ormeggi. E altri ormeggi dovranno essere realizzati ai piedi dell’Acquario per soddisfare le esigenze di ricovero delle imbarcazioni dei residenti nel quartiere (quelle stesse imbarcazioni che ora godono, su quell’area, di un semplice rimessaggio a secco). Questo mix di funzioni che si verrà creare intorno al Museo-Acquario potrà incentivare, per il suo ruolo attrattore di interesse nei confronti della città e del territorio, il processo di rinnovamento del quartiere che ora stenta a trovare la propria identità urbana.
La localizzazione dell’acquario di circa 6.000 mq coperti, non compreso nel piano economico dell’opera in quanto inserito come elemento di possibile realizzazione, anche successiva al completamento dell’intervento del lungomare al fine di attrarre su questa area i flussi turistici provenienti dal Terminal Crociere e dal vicino aeroporto, oltre che al turismo scolastico e festivo dei baresi e dell’hinterland. L’opera comunque potrà essere realizzata anche con il concorso dei privati interessati ai ritorni economici nella gestione della struttura.
L’acquario si connota come una forte emergenza nel contesto socio-economico e territoriale, risolto architettonicamente come una struttura che collega la terra ed il mare, proiettandosi sospesa sull’acqua ad integrare i volumi interrati del bacino nautico con le scogliere protese verso nord-est.
La superficie coperta è di circa 6.000 mq, articolati in un piano rialzato di mq 4.100, I piano 1.800 mq, piano seminterrato 2.700 mq.
Rivestito interamente in pietra, si protende verso l’acqua di cui raccoglie le testimonianze di vita e di storie. Parallelamente, nella parte ad est si sviluppa un corpo più basso e più piccolo, prevalentemente vetrato con i servizi di accoglienza, la libreria, il centro documentazione, il bar e il ristorante. La testata dell’acquario, sospesa sul bacino nautico, è caratterizzata da un fronte realizzato con una vasca d’acqua, opportunamente schermata ai raggi solari, che interessa sia il fronte nord, verso il mare, che il fronte est verso la città. La copertura inclinata, accessibile da terra è pensata in funzione bioclimatica oltre che scenografica, risolta in parte con un giardino pensile e in parte utilizzata per la captazione solare con manti fotovoltaici. I moli sono in pietra e legno protetti dalla scogliera sia dal maestrale che dallo sbocco a mare di Lama Balice.

 

La fascia compresa fra gli edifici e la spiaggia

Oggi occupata quasi integralmente dalla viabilità carrabile, essa è stata ridefinita completamente dandole una connotazione esclusivamente pedonale, conservando una unica corsia di servizio ed emergenza lungo i fabbricati, e attrezzando lo spazio pubblico con pista ciclabile. Gli elementi caratterizzanti tale sezione del lungomare, partendo dal fronte edificato sono:

  • lo spazio pedonale e il verde privato da integrare con la piantumazione di un filare di alberi al fine di realizzare un fronte continuo omogeneo che svolga funzione di quinta naturalistica rispetto ad una successione tipologica disorganica e non caratterizzante; gli alberi svolgeranno anche un ruolo bioclimatico, ombreggiando d’estate gli spazi pedonali e gli edifici;
  • la pista ciclabile delimitata da aiuole cespugliate;
  • un filare di palme che caratterizza le piazze e gli spazi verdi più qualificati della città di Bari;
  • un percorso pedonale continuo, esteso all’intero fronte mare del quartiere, attrezzato con panchine ed elementi di arredo urbano, pavimentato in pietra con ricorsi in ciottolato, interrotto da aiuole a raso per consentire il drenaggio dell’acqua e attrezzato con percorsi Loges per ipovedenti;
  • un muretto basso in pietra calcarea di affaccio alla spiaggia;
  • la discesa a mare gradonata con riempimento di ciottoli.

Le sistemazioni a verde
Gli obiettivi conseguiti con la realizzazione delle aree a verde proposta in questo contesto progettuale sono stati duplici: la valorizzazione costiera unita al basso onere di manutenzione delle specie scelte. Questi si realizzano con l’idonea scelta delle specie, dotate sia di caratteristiche estetiche pregevoli che di resistenza ai fattori avversi ambientali, in particolare salinità e prolungata aridità primaverile-estiva. Il filo conduttore tra le diverse aree è la proposizione delle specie autoctone della macchia mediterranea.


La spiaggia e le opere a mare
Obiettivo principale è stato ampliare e  riqualificare le aree destinate alla balneazione pubblica al fine di offrire ampie opportunità di balneazione pubblica (spiagge per oltre 1500 m di lunghezza e per 30 m di larghezza = oltre 45000 m2) con le relative strutture ed attrezzature coplementari, di tempo libero, di passeggio, di sosta e ristorazione. Si ricostruirà la linea di costa ampliando la profondità della spiaggia e caratterizzandola, come in passato, da ciottoli e sabbia. Saranno conservate le attività balneari, ma le attrezzature (cabine, bar, ristorante, depositi) saranno comprese nel salto di quota fra il belvedere pedonale e la spiaggia, evitando di costituire ostacolo alla percezione dell’acqua.

Le nuove opere marittime sono distinte in opere rigide (dighe distanziate e pennelli) e opere morbide assicurano che il Lungomare e il nuovo Water Front non sia soggetto all’aggressione del moto ondoso.