RESTAURO E RIFUNZIONALIZZAZIONE DEL MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DI REGGIO CALABRIA (I) 2008 - Appalto integrato
COMMITTENTE
A.T.I.: I.M.A.C. S.p.A. (mandante(), LATTANZI s.r.l.(mandataria)
PROGETTAZIONE:
STS S.p.A.
IMPORTO LAVORI:
€ 13.499.000


Il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, o Museo Nazionale della Magna Grecia (noto anche come Palazzo Piacentini), è considerato, dopo quello di Berlino, il museo in possesso della più ragguardevole collezione di reperti provenienti dalla Magna Grecia.
La particolarità di intervenire alla rifunzionalizzazione del Museo nella cornice di un edificio di grande interesse, opera dell’architetto Piacentini, ha implicato necessariamente la valorizzazione ambivalente dell’edificio storico nelle sue peculiarità architettoniche e artistiche e la razionalizzazione espositiva dei reperti che esso è chiamato a contenere.
L’edificio pur esprimendo in modo eccellente il concetto di museo che si aveva in Italia nel 1932 oggi ha richiesto un aggiornamento delle sue funzioni per adeguarsi alle linee museologiche sviluppate negli ultimi 70 anni che sempre più ci spingono verso linee museologiche dettate dalla scuola americana.

Il progetto posto a base d’asta ha offerto caratteristiche tecniche, architettoniche ed impiantistiche di grande qualità, attraverso lo studio accurato degli spazi, la loro disposizione, le caratteristiche formali e la qualità dei materiali.
Il progetto delle migliorie tecniche non modifica nella sua sostanza il progetto originario, ma lo asseconda, ne enfatizza le qualità e introduce alcuni elementi migliorativi che concorrono ad una maggiore valorizzazione dell’opera architettonica e della copertura, anche in funzione del migliore inserimento nel contesto dell’esistente fabbrica ed in rapporto  alle relazioni con gli spazi esterni, delle doti di flessibilità ai fini della migliore rispondenza della struttura museale  alle esigenze espositive, della durabilità dell’opera, della minimizzazione dei costi di manutenzione e di gestione, del mantenimento nel tempo dei caratteri estetici e funzionali.
Le migliorie proposte portano ad una più funzionale riorganizzazione del piano seminterrato incorporando,così come previsto nel progetto preliminare, l’utilizzazione del cortile interno e predisponendo le scelte per una futura integrazione con la ristrutturazione della piazza De Nava, la piazza antistante l’ingresso principale, e del piano terra attraverso una razionalizzazione dei percorsi ed una maggiore visibilità dei Bronzi di Riace.
Rispetto al progetto posto a base gara, i progettisti hanno scelto di aumentare gli spazi di accoglienza per il pubblico in funzione di una espansione futura ed alla possibilità di agevolare il passaggio verso piazza De Nava.
Il punto di maggior forza della proposta è riconoscibile nell’intento di dare una maggiore unitarietà figurativa tra i vari livelli della hall centrale con l’arretramento dei solai di nuova costruzione al fine di differenziare il contesto di palazzo piacentiniano dall’intervento in progetto e l’introduzione di pozzi luce con aumento della luminosità e dell’effetto scenografico.

Inoltre è stata dettata una maggiore razionalizzazione e differenziazione dei percorsi museali con l’introduzione di un percorso di collegamento diretto tra il luogo di carico e scarico merci e gli spazi di servizio al piano (depositi, laboratori, etc.) e della hall centrale con lo spostamento di aree di servizio in luoghi più idonei e meno centrali.
Al piano terra, è stata rivista la geometria del collegamento verticale e della doppia altezza restituendo un migliore orientamento, maggiore figuratività, rappresentatività del luogo e visibilità del sistema hall/percorsi con una forma circolare che permette un completo coinvolgimento visivo e percettivo ed agevola il raggiungimento di tutti gli spazi della hall centrale evitando qualsiasi spazio morto.

Questa azione ha permesso una maggiore visibilità dei Bronzi di Riace da tutti i punti dell’atrio  in quanto l’orientamento di salita della scala ed i ballatoi a doppia  e tripla altezza sono realizzati e sagomati secondo linee compositive tendenti alle due statue;
In questo quadro è utile anche la differenziazione dei materiali del progetto in funzione della rappresentatività dei luoghi ed in funzione di una lettura più chiara ed ordinata delle funzioni: il travertino è stato eletto come rivestimento verticale della hall interna per ricreare uno spazio di grande respiro idealmente collegato con gli esterni anch’essi rivestiti in lastre di travertino bianco. Il legno a pavimento è stato strategicamente inserito a differenziare il nuovo intervento dall’esistente, sfruttando l’eleganza di un materiale naturale, avvolgente e ottimamente accostabile con i mattonati in pietra delle parti esistenti.